Albania del Sud. Novembre 2015 - Brain and Heart  

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Il mare è la prima cosa a cui si pensa quando si immaginano le coste del sud dell’Albania ma quando ci si arriva il meraviglioso colore dell’acqua perde la sua forza attrattiva e l’attenzione cade su tutto il resto del paesaggio. Le montagne innevate di novembre catturano tutto l’interesse mentre si sale verso il passo di Logara, l’unico passaggio stradale per arrivare al vero sud dell’Albania.

Si parte pensando di andare al mare ma invece ci si ritrova in un paesaggio montano con le vette circondate dalle nubi, panorami mozzafiato e, in novembre, il freddo intenso che diventa ancora più pungente quando si vedono le cime delle montagne innevate.

La strada asfaltata è una vera goduria per chiunque ami la guida. Le curve non si succedono in tornanti ma in serpentine infinite che si presentano come  rettilinei accartocciati dalle mani di un gigante.

Si scende rapidi verso il mare che per tutto il tempo si è conteso la scena con la neve sui monti in un continuo alternare dello sguardo tra la montagna frastagliata e il retto e preciso confine dell’orizzonte sul mare.

La temperatura sale ad ogni curva e già a metà della discesa è quasi il doppio di quella trovata in cima. In meno di 15 minuti si passa dal paesaggio alpino a quello più mediterraneo possibile e subito appare chiara la sagoma di Corfù.

Chilometri di spiagge si succedono intervallate da scogliere a picco sul mare  e solo pochi segni denotano la massiccia presenza dell’uomo che in piena estate trasforma quelle rive riempendole di chaise lounge, ombrelloni, bar sulla spiaggia e discoteche, le più grandi e belle che potete immaginare.

1Albania del Sud

Ma questo è solo la banalità che potrebbero offrire tutti i posti in cui la terra si incontra con il mare e in cui le masse decidono di radunarsi per il divertimento estivo.

In Albania c’è molto di più!!
La natura ti mette in grado di affrontare le tue paure, i tuoi limiti e di riempire le giornate di vacanza con esperienze uniche, destinate a lasciare un segno incancellabile.

Ho visto un canyon profondo 100 metri e largo 30 che si percorre in 5 ore arrivando in una spiaggia che sembra caduta dal paradiso.
Ho visto una grotta accessibile solo da mare che davanti ha una spiaggia dove anche in Agosto si può essere soli.
Ci sono piscine d’acqua marina in grotte illuminate dalla luce del sole che sfidando la gravità e l’oscurità penetra dal sottosuolo illuminando l’acqua di un azzurro così intenso da sembrare innaturale.
C’è l’occhio azzurro che porta in superficie acqua di un blu intenso dalle viscere della terra. Un pozzo all’incontrario dove l’acqua sgorga dal sottosuolo spontanea, potente, cristallina e misteriosa: Nessuno sa da dove viene e il più ardito che ha osato tentare l’impresa è arrivato ad un massimo di 40 metri di profondità immergendosi sfidando la forte corrente contraria che lo rimandava in superficie.

Ho visto un lago salato, in cui si coltivano le cozze come a Taranto, solo che era pulito, e circondato da campi coltivati e lagune in cui si abbeveravano aironi e uccelli di ogni tipo.

Tutto questo però si alterna al degrado che, nonostante gli sforzi di un popolo volenteroso e innamorato del proprio paese, si alterna alle opere nuove e perfettamente allineate agli standard europei e continua ad essere la realtà prevalente in un paese per così tanto tempo martoriato dalla dittatura.

Occorre una guida esperta che abbia collaudato i servizi, gli hotel e gli itinerari. Ma l’Albania è l’ultimo paradiso d’europa in cui la natura e la bellezza sono ancora come l’avevano vista i Greci, i Romani e gli Italiani fino all’era preindustriale e resta uno dei pochi posti al mondo in cui vivere l’avventura nel vero spirito di chi si mette alla prova misurando i propri limiti di fronte ad una natura affascinante, bella e accattivante ma ancora selvaggia, incontaminata e insidiosa.

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