Elina Duni in concerto a Tirana.

Dada

Tirana è una città capace di stupire. Lo fa dal primo giorno, quando si presenta come una metropoli davvero diversa dall’immaginario che abbiamo in Europa ma, la cosa davvero interessante è che continua a farlo sempre: Un giorno Facebok è complice di un’amicizia nata per caso, sfidando tutti i codici comportamentali di una città tanto evoluta quanto ancora legata a regole che impongono un ruolo della donna troppo stretto a qualunque occidentale. E’ così che Genta mi ha chiesto l’amicizia e dopo poche stringhe di testo in chat mi ha proposto di prendere un frappè insieme. Ore di conversazione nel pomeriggio caldissimo di una Tirana arroventata non ci sono bastate e l’amicizia appena nata ha portato la mia nuova amica a richiamarmi e a chiedermi di andare ad un concerto, proprio una delle cose di cui le avevo confessato la mancanza.

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Così mi sono ritrovato al “Da Da?” di Tirana nel bel mezzo del Blloku. Ancora una volta questa città è stata capace di stupirmi e di meravigliarmi. L’atmosfera, la musica, la gente e la scenografia e la compagnia di una nuova amica conosciuta poche ore prima sono stata, ancora una volta, la prova che Tirana ha poco da invidiare alle altre capitali del mondo.

La musica era nuova per me. Ritmi ipnotici e fuori dagli schemi proposti da una vera e propria star locale (mi raccontano che vive in Svizzera con madre scrittrice e padre regista di documentari) che sembra aver rielaborato brani di musica tradizionale albanese contaminandola con jazz e ritmi drums and bass. Il risultato è una sonorità nuova che difficilmente diventerà un successo mondiale ma che qui sembra essere l’unica vera espressione di una nuova tendenza musicale che direi, oltre ad essere apprezzata dal pubblico di Tirana è pronta a diventare la giusta colonna sonora del turista in Albania.

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Il locale è bellissimo. Una scenografia perfetta per il bellissimo pubblico presente. Ci troviamo in una delle tante ville del Blloku trasformata in locale di divertimento dopo la caduta del comunismo. Si respira arte, ed il concerto si svolge in una pineta illuminata da lampade ad incandescenza che pendono da alberi i cui tronchi sono stati fasciati di bianco facendoli assomigliare ad enormi gambe di zebra. Il risultato finale è completato dalla gente, da un pubblico impeccabile; bellissime donne  fasciate in abiti succinti e uomini sportivamente colorati da abiti all’ultima moda.

Un grazie speciale a Genta, per la serata, per l’invito ma specialmente per la straordinaria amicizia che qui più che in ogni altro posto del mondo, tra un uomo e una donna, assume un significato davvero profondo e speciale: Dai che ce la facciamo, lo cambiamo questo mondo!

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