Da Tirana a Saranda e ritorno. Storia di un "raid" con una Yamaha TDM 900. - Brain and Heart  

La prima volta che fai un viaggio è la più bella. Ritornare in un posto in cui sei già stato è un’emozione diversa. Fare un viaggio in moto in solitaria in un paese come l’Albania è un’avventura che però stupisce per motivi diversi da quelli che pensavi in partenza.

Raid 2

E’ vero, è tra i paesi più poveri dei Balcani e viaggiare qui significa trovare insidie dietro ogni curva; ci sono animali domestici (anche mucche) che girano liberi per strade e autostrade e l’asfalto può trasformarsi in sterrato così velocemente da non farti realizzare come sia potuto succedere ma vi assicuro che al ritorno da questo viaggio non saranno i disagi o i pericoli i ricordi che vi resteranno per sempre.

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Lascio Tirana in direzione Durazzo, vado alla ricerca del mare che ritrovo subito alla fine della comoda autostrada che collega due dei principali punti di ingresso in Albania.

Da Durazzo proseguo per Valona seguendo il litorale con le montagne che scorrono alla mia sinistra. L’Albania è tutta così: montagne e mare sono la stessa cosa e si passa da un paesaggio all’altro con estrema rapidità.

Lasciando Valona inizia il vero viaggio. Si percorre una litoranea stupenda, una strada ricca di curve a picco sul mare. Poi, ad un certo punto, le montagne iniziano a protendersi nel mare e compaiono anche a destra. E’ il Karaburun, una penisola di 14 km; una vera e propria montagna che si spinge nel mare creando un golfo bellissimo e proprio al centro di questo c’è Orikum. Per proseguire verso il sud adesso bisogna passare il passo di Llogara: Si percorrono tornanti con pendenze molto forti capaci di mettere a dura prova i motori delle auto e delle piccole moto. Il mio TDM se la cava benissimo ed è a suo agio tra tutte quelle curve ed eroga potenza senza soffrire regalando ad ogni curva il piacere di avere 86 cv che spingono in salita. Percorrere tutte quelle curve è un vero piacere ma arrivati al punto panoramico l’attenzione è tutta per il paesaggio, per il mare,le montagne e la riviera del sud che da li si vede quasi tutta.

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Lungo la strada ci sono ristoranti tipici dove provare la cucina tradizionale albanese e uno “scalo tecnico” in uno di questi è un’esperienza che non voglio perdere.

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Inizia la discesa verso il mare. Sono ancora tantissime le curve che si ripetono ed dietro ognuna di esse c’è una cartolina. Viene voglia di fermarsi ovunque per fare foto e guidare tenendo gli occhi sulla strada è un vero e proprio esercizio di concentrazione.

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Da qui in poi si succedono i “villaggi” che adesso sono diventati “stazioni balneari” ed attrazioni turistiche. Jala, Borsh, Himara, Dermhi. Ognuna di esse è una scoperta. Non aspettatevi però un paesaggio molto diverso dal resto del paese. Qui la bellezza è tutta nei luoghi e nella natura e solo di rado l’opera dell’uomo è andata oltre al minimo indispensabile. Le costruzioni sono brutte, molte fatiscenti. Le strade incomplete, lavori in corso ovunque e approssimazione in tutti i manufatti. Tutto ciò che è superfluo qui diventa inutile e quindi non si sprecano energie e risorse per andare oltre. Lo sviluppo di questi paesi è veloce e percepibile ma è anche evidente che ci sono diverse velocità: Si vede chi corre e realizza meraviglie che resta da solo a guidare la corsa mentre tutti gli altri arrancano. Qualcuno si arrangia mentre molti altri si fermano. Accanto ad hotel molto belli ce ne sono altri incompleti, mentre altri lavorano in condizioni improbabili.

Una guida qui è indispensabile. Bisogna conoscere il territorio e le persone. Sapere dove andare per dormire, mangiare e vivere bene. Fatto questo però…è un paradiso.

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Le più grandi risorse qui sono la bellezza dei luoghi e della natura unita alla simpatia e alla cordialità della gente.

Occorre un’animo predisposto a vedere il bello ed a comprendere il brutto. Ma il viaggio è sicuramente un grande esperienza in cui la bellezza supera di molto i disagi che, nonostante tutto, fanno parte di un’avventura da vivere e che consiglio.

Qui il viaggio è davvero una scoperta e questo è uno dei pochi posti al mondo dove poter tornare con la certezza di vivere ogni volta un’esperienza nuova: I posti cambiano ogni giorno ad un ritmo vorticoso. Sono sicuro che la settimana prossima, in molti di quei villaggi e dietro ad ognuna di quelle curve scoprirò un nuovo paesaggio, una nuova cartolina da mettere nella memoria di quelle giornate in cui la vita scorre forte ed il tempo trascorre nella consapevolezza di aver vissuto bene.

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